Cinofilia

Allevamento senza affisso ENCI: cosa significa e quali sono i rischi

Allevamento senza affisso ENCI: cosa significa e quali sono i rischi

Punti chiave dell'articolo:

  • Differenza tra affisso e pedigree
  • Requisiti per l'affisso 2026
  • Rischi nella tracciabilità genetica
  • Obblighi del Codice Etico

In Italia, molti aspiranti proprietari e nuovi allevatori fanno ancora fatica a capire cosa sia davvero l’affisso. Spesso si pensa che sia la stessa cosa del pedigree, ma parliamo di due tutele molto diverse tra loro. Come spiego nella guida principale all’allevamento di cani in Italia, un cane di qualità non si riconosce solo dal nome, ma avere una struttura ufficiale alle spalle è una garanzia di serietà e continuità nel tempo.

Cos’è l’affisso e come si ottiene

L’affisso è il prefisso (o il suffisso) che accompagna il nome di tutti i cuccioli nati da un certo allevatore. È un riconoscimento concesso dall’ Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) e vale in tutto il mondo grazie alla FCI (Federazione Cinologica Internazionale).

Per ottenerlo nel 2026 l’iter è diventato completamente digitale. La richiesta si fa direttamente online sul portale ENCI:

  1. Accesso e Autenticazione: Se non sei già registrato, devi creare un account. L’autenticazione finale per firmare la domanda avviene tramite OTP (codice inviato al cellulare), per garantire la massima sicurezza.
  2. Requisiti Tecnici: Non basta volerlo. Per richiedere un affisso individuale devi:
    • Essere maggiorenne e residente in Italia.
    • Avere la proprietà di almeno 2 femmine della stessa razza. Attenzione: le fattrici devono avere un’età compresa tra il secondo calore effettuato e i 7 anni non compiuti.
    • Aver già prodotto e denunciato almeno 2 cucciolate della stessa razza da queste fattrici negli ultimi 5 anni.
    • Aver sottoscritto il Codice Etico dell’Allevatore.
    • Fedina penale pulita: Non aver subito condanne per reati contro gli animali e non avere sanzioni disciplinari gravi dall’ENCI negli ultimi 10 anni.

È possibile richiedere anche un affisso collettivo (tra due soci allevatori o parenti), ma in questo caso tutti i soci devono autenticarsi via OTP per confermare la richiesta.

Allevare senza affisso: la scelta amatoriale

Allevare cani senza avere un affisso è assolutamente legale. Basta mettere il microchip ai cuccioli e iscrivere la cucciolata al Libro Genealogico. In questi casi parliamo di allevamento amatoriale o privato. È una strada che hanno percorso quasi tutti i grandi professionisti all’inizio, magari registrando le prime cucciolate prima di decidere di fare il salto di qualità.

Chi decide di non prendere mai l’affisso corre però dei rischi a livello di immagine. Senza un nome ufficiale è difficile costruirsi una reputazione solida nel tempo. I cuccioli vengono registrati con nomi semplici, come “Fido” o “Luna”, e per chi guarda dall’esterno è complicato capire chi li ha selezionati davvero. Questo rende anche più difficile monitorare i risultati ottenuti nelle verifiche zootecniche o nelle prove di lavoro.

I rischi per la selezione e la razza

Il problema di non avere un affisso non riguarda la legge, ma il modo in cui viene percepito il lavoro di selezione. Anche un privato può chiedere il pedigree (compilando i modelli A e B), ma chi non ha un riconoscimento ufficiale a volte rischia di trascurare la qualità degli accoppiamenti.

Salute e tracciabilità genetica

Un allevatore professionista con affisso investe molto tempo e soldi nei controlli sanitari. La comunità veterinaria ricorda spesso che prevenire le malattie ereditarie è il compito principale di ogni medico veterinario. Se allevi senza affisso, il controllo sulla salute genetica dei riproduttori dipende solo dal tuo buon senso. Manca quel controllo istituzionale che un nome riconosciuto impone. Il rischio è far nascere cuccioli con difetti fisici o caratteriali che danneggiano lo standard della razza.

Cosa rischia chi compra

Le analisi di mercato mostrano che chi cerca un cane oggi è molto più attento alla sua provenienza. Se compri da chi non ha affisso, devi fare molta più attenzione. Devi controllare manualmente che i genitori abbiano il pedigree e che siano stati fatti i test per le malattie tipiche della razza. Senza un “brand” ufficiale, è anche più difficile farsi valere se sorgono problemi sulla salute del cucciolo.

Pedigree e Affisso: facciamo chiarezza

È bene ripeterlo: un cane può avere il pedigree anche se l’allevatore non ha l’affisso. Il pedigree è la carta d’identità del cane, mentre l’affisso è la carta d’identità di chi lo alleva. Spesso però i cuccioli nati sotto un affisso sono il frutto di una selezione più rigida, dove i genitori hanno ottenuto risultati in expo o prove di lavoro che ne certificano il valore zootecnico.

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Conclusione

Molti iniziano senza affisso ENCI per fare esperienza, ma se l’obiettivo è l’eccellenza, il riconoscimento ufficiale è un passaggio obbligato. I rischi per la reputazione e la salute dei cani sono troppo alti per restare nell’ombra. Prendersi la responsabilità di un nome significa mettere la faccia sul proprio lavoro, garantendo che il benessere animale sia una realtà certificata e non solo una bella parola.

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